domenica 28 giugno 2009

Editori italiani e l’eBook

L’eBook? Rappresenta il 2% del mercato americano (fatturato al netto degli sconti) del libro. Parola di Michael Healy del Book Industry Study Group a Editech 2009, la Giornata internazionale di studio e approfondimento che si è tenuta ieri a Milano dall’Associazione Italiana Editori (AIE) per far conoscere agli operatori, ancor prima che al grande pubblico, le tendenze in atto e le prospettive nell’ambito del’innovazione tecnologica nel settore editoriale.

Secondo Healy sui 40 miliardi circa del mercato americano l’eBook vale oggi 793 milioni di dollari mentre l’audio book raggiunge il miliardo di dollari (pesando per il 2,5%).

Cifre a confronto che rilevano come questo mercato sia ancora “piccolo” ma estremamente dinamico, al punto che il giro d’affari all’ingrosso dell’eBook del solo mese di aprile 2009 si attesta negli Stati Uniti su un +228% (dato IDPF) rispetto allo stesso mese dello scorso anno e che nel 2008 la crescita è stata del 68,4%, come evidenziato da Michael Smith dell’International digital publishing forum (IDPF).

E in Italia?

Le stime fornite dall’Ufficio studi dell’AIE rilevano per il mercato degli audiolibri e dell’eBook un peso inferiore allo 0,03% sul mercato complessivo del libro.
Cifre emerse nel corso del Convegno, promosso da AIE in collaborazione con Siemens e con il supporto di alcune delle principali aziende che operano nel settore delle tecnologie applicate al mondo dell’editoria quali Open Text, Promedia solutions, Rotomail Italia e Telecom Italia, che vuole fornire un panorama aggiornato a livello internazionale e nazionale sull’impatto che le tecnologie possono avere per le case editrici. Al centro, il tema dell’eBook ma non solo.

Spazio quindi al caso Kindle, il dispositivo portatile di Amazon che è stato presentato da Madeline McIntosh (secondo cui i lettori che hanno acquistato un kindle acquistano libri 2,6 volte in più rispetto a quando non lo avevano), ma anche ai contenuti digitali nella scuola, alla soluzione tedesca per l’industria del libro fornita da libreka! presentata da Ronald Schild, alle tecniche di vendita degli eBook in base all’esperienza della danese ebog.dk. E spazio ancora ai social network e ai community text con l’esperienza della casa editrice inglese Pan Macmillan che ha cercato di rendere sia le proprie opere sia la casa editrice più orientata al mondo delle community, aprendo il processo editoriale e i testi al social web: un caso non isolato se si pensa che nel solo primo trimestre 2006 l’editoria ha investito sul web 2.0. (Youtube, Facebook, etc) 455,5 milioni di dollari.

“L’editoria italiana – ha commentato il presidente degli editori Marco Polillo - è consapevole dell’importanza dell’evoluzione tecnologica in atto e delle opportunità che si possono aprire, ma vi è anche la profonda e diffusa consapevolezza della complessità dei problemi che le innovazioni di processo e di prodotto oggettivamente pongono rispetto al tradizionale mercato del libro, in primis per il rispetto e la tutela del diritto d’autore”.
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domenica 21 giugno 2009

Enigma di venerdì 19, Rai tre


Nel corso dell'ultima puntata di Enigma, si è parlato anche della morte di John Lennon e dei presunti lati oscuri che la vicenda comporta.

Permettete una punta di compiacimento: quattro anni fa scrissi un romanzo breve dal titolo "Storie di qualunquisti anonimi" scaricabile gratuitamente da Riaprire il fuoco (clicca qui e scarica):



Bè, per l'appunto scrivevo alcune mie teorie, confortate da varie documentazioni e studi nel corso degli anni, riguardo alla morte di Lennon. Ecco il passo...



Ursula era radical nella fica ma borghese nel culo. Solo per un breve periodo riuscii ad avere un dialogo con lei, ma giocai male le mie carte. La suggestione per Ursula mi portava a parlarle riguardo alla mia teoria sulla morte di Lennon.


1 - Nel ’71 John lascia l’Inghilterra per vivere a New York. In America lui non fa il bravo bambino, prende afrequentare gli estremisti radicali, partecipa alle marce per la pace e la risonanza delle sue gesta non piace al governo degli Stati Uniti. Il telefono di John era sotto controllo e lui era pedinato dall’FBI.

Scrisse Gimme some truth (datemi qualche verità) per Richard Nixon, preannunciando lo scandaloWotergate. Nessuno sa se il presidente ascoltò il brano, ma documenti ufficiali testimoniano come le posizioni di John fossero chiare alla Casa Bianca. Del resto erano sollecitati dal re Elvis a prendere provvedimenti contro l’inglese sovversivo e polemico.

Nel ’75, John vince la sua battaglia con l’Ufficio Immigrazione degli Stati Uniti che tentò ripetutamentedi espellerlo e l’anno dopo riceve il permesso definitivo di residenza. Nell’ottobre dello stesso anno, nasce ilfiglio atteso da Yoko e si ritira a vita privata.

Fino all’80 Lennon condusse la vita di un tranquillo borghese dedito alla famiglia. John, ne era compiaciuto,ma il tempo passava, il figlio cresceva e forse anche la noia. Tanto valeva ritentare un nuovo inizio.

Nel novembre del 1980 uscì Double Fantasy, il primo album dopo cinque anni di inattività. La notte dell’8dicembre John e Yoko tornano a casa. John si sente chiamare. Si volta. Saranno i suoi ultimi istanti di vita.


2 - Mark David Chapman, era un fanatico dei Beatles. Lavorò come guardia di sicurezza ad Atlanta e prese confidenza con le armi da fuoco. Si trasferì nelle Hawaii dove fu vittima di un esaurimento che lo portò sull’orlo del suicidio. Nel ’79 si sposò a Honolulu con una ragazza americana di origini giapponesi. Il suo fanatismo per Lennon era ossessivo. Nell’ottobre del 1980 lasciò il lavoro di guardia giurata a Honolulufirmandosi John Lennon e raggiunse New York dopo aver acquistato una calibro 38 per 169 dollari. La notte dell’8 dicembre davanti il Dakota Building mise fine alle sue ossessioni.


3 - Questa, la storia. La mia teoria, invece, era contorta e pretestuosa. Nonostante gli eccellenti rapporti vantati da Lennon con il governo Carter, successivo al governo Nixon, è fuor di dubbio che il passato di John fosse scomodo. È fuor di dubbio, anche, malgrado gli avvicendamenti, che ci siano poteri collaterali a quelli politici, composti da strutture militari e servizi segreti, sostenuti da un indissolubile spirito patriottico. L’assassinio del presidente Kennedy ne fa fede. Da qui la mia speculazione, cioè che su Lennon se l’erano legata al dito. Questo viene ucciso nel momento in cui rimette il becco fuori dalla porta, dopo il ritorno sulle scene. E chi compie l’atto è uno che aveva già dato segni di squilibrio. Un tipo del genere con in mano una pistola, può compiere qualunque cosa e se perassurdo ammettesse che la sua mente era talmente malata e fragile da essere condotta da un ignotoburattinaio, verrebbe preso in scarsa considerazione: non vi sembra l’individuo perfetto da spingere verso un caso simile?

Ursula disse che ero un mitomane e lo ribadì alla guisa di un profeta. Fu l’ultima frase che mi rivolse.

giovedì 18 giugno 2009

Si cambia! - David Giacanelli -



Lunedì 22 giugno Ore 18.00


Presentazione del libro “Sì, cambia!” di David Giacanelli Edito per LibertàEdizioni


Camera dei Deputati

Palazzo Marini - Sala delle Colonne -

Via Poli n. 19 Roma 00187


Alla presentazione interverranno, oltre all’autore, Ileana Argentin, deputato del PD; il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti; Giovanni Anversa, giornalista Rai, Mina Welby dei Radicali ed Enrico Mattioli di LibertàEdizioni.




SÌ, CAMBIA!

STORIE E RIFLESSIONI INTORNO ALL'HANDICAP


Quando sono state raccolte queste storie di vita Eluana Englaro, anche se artificialmente, era ancora in vita e si assisteva, ogni giorno, al siparietto degli attacchi politici: credenti e laici, conservatori e progressisti si scontravano sulle pagine dei giornali. In tutto questo il silenzio del padre di Eluana e della sua famiglia. A parlare solo i ricorsi, alcuni tribunali, sentenze della Corte di Cassazione. Corsi e ricorsi a colmare il vuoto legislativo e il voyeurismo mediatico. La Politica contro la Giustizia.
Il caso di Eluana ci ha aperto gli occhi su di un Paese assolutamente arretrato, dal profilo legislativo, su temi sensibili come quello del testamento biologico. In tal senso, moltissimi paesi in Europa, la maggioranza, hanno già una legge che disciplina la materia. Ora, dopo la morte di Eluana, o un ritorno alla vita secondo come la si interpreti, assistiamo ad un’accelerazione della politica nel voler compensare questo vuoto. Il rischio, di nuovo, è che le eterogenee posizioni sul tema, anche all’interno di stesse compagini politiche, possa portare in primis ad un logoramento e rallentamento dell’iter legislativo, in secondo luogo ad una legge che, secondo i genitori dei figli disabili, sarebbe meglio non avere. Perché arretrata, non rispondente alla realtà, alle problematiche vere da affrontare.
Personalmente sono sempre stato dalla parte di Beppino Englaro. Ho sempre ritenuto che fosse indispensabile avere una legge sul testamento biologico e che, in principio, deve essere tutelata, sempre, la volontà del paziente. Non parlo solo di consenso informato, ma dell’imprescindibile rispetto della volontà di chi, perfettamente in grado di intendere e volere, esprime un giudizio sulla propria esistenza e modalità d’essere condotta. Prima l’individuo e la sua volontà, poi tutto il resto.
E probabilmente, se un giorno queste mie testimonianze saranno mai pubblicate, l’Italia avrà avuto la sua legge sul “biotestamento” in discussione in questi giorni al Senato. La sensazione, fin d’ora, è che si otterrà una legge ma che ne scaturirà un “pastrocchio”. Avremo una legge che farà di tutto per mantenere in vita, anche con metodi e trattamenti che si approssimano all’accanimento terapeutico, tutte quelle persone che avranno avuto la sventura di ritrovarsi, accidentalmente, in situazioni paragonabili a quelle di Eluana. Una legge, in sostanza, che condanni all’esistenza. Cara Eluana, se solo sapessi. [...]

David Giacanelli

domenica 14 giugno 2009

L'australiana.



Ieri sera mi sono recato in via della Cervelletta per Dignità Autonome di Prostituizione. Una location molto suggestiva per lo spettacolo di Melchionna: alle porte della città, un casale di campagna addobbato a bordello. Un'organizzazione perfetta e informale: fuori, antistante l'entrata, una distesa di panche e tavoli accoglieva il viandante spettatore con un menù che variava dal panino, alle verdure grigliate, alla pasta.

Alle 21.30 si accendono le luci e il viandante diventa peccatore. L'atmosfera è esattamente quella di un bordello. Una confusione pirotecnica che lascia senza fiato, gli artisti agiscono come fuochi d'artificio. Attori prostituti e attrici squillo che danno a volontà pillole di teatro. Adescano il cliente per vendere il proprio monologo.

Sono rimasto colpito da tutti e in particolare dalla nuova venuta nel cast: l'australiana detta anche la 1400: Milena Mancini.

Milena ammicca, indossa un cappellone da west, è la prostituta che viene dall'Australia e parla il caratteristico italiano degli stranieri d'oltreoceano, è vispa, allegra e saltellante.

Si sale poi nella stanzetta dove l'australiana si spoglia dei fronzoli e attacca un monologo drammatico che lascia muti, interdetti; soprattutto, la 1400 ha una capacità impressionante a portarci dentro il suo dramma. Milena si fa legare, urla, si contorce, possiede dei cambi di ritmo fuori del comune.

Nel '75 Jon Landau scrisse: "Ho visto il futuro del rock and roll, il suo nome è Bruce Springsteen". Io non sono Landau e nemmeno il boss, ma possano queste parole essere di buon auspicio per Milena. Ieri sera è stata divina.




Vola, Milena!

Guarda, sta passando tra le nuvole
Con uno spirito funambolo che corre sfrenato
Farfalle e zebre e raggi di luna e storie di fate
Questo da sempre il mondo dei suoi pensieri
Cavalcando con il vento

Little wing - Jimi Hendrix



Dignità Autonome di Prostituzione


Uno Spettacolo di Luciano Melchionna


Da un Format di Elisabetta Cianchini e Luciano Melchionna


12, 13, 14 Giugno ore 21.00c/o: Eclettica 2009


Via della Cervelletta

(Via di Tor Cervara, traversa di Via Tiburtina dopo circa 500 metri dalla fermata Metro Rebibbia)


Prolungamenti di piacere per gli Amici delle Dignità…


Vecchi e nuovi Clienti sono caldamente attesi nelle serate che anticipano l'Estate in questa location d'eccezione.

Già lo scorso Marzo La Famiglia tenutaria del Bordello, con tutti i prostituti da loro coordinati sotto l'attento sguardo dell'Amministratore-Regista Melchionna, ha accolto il pubblico nell'affascinante Teatro Franco Parenti di Milano che si è tinto di Rosso per l'occasione. Ora si riaccendono quelle stesse luci per illuminare le Pillole del Piacere artistico-teatrale acclamate ormai da tutta Italia (…e non solo!).

Tre serate con Lia, Lei e Lui, e ancora Wanda, Jane, Anja, e vecchie e nuove preziose "Cortigiane" tra le quali MOMO e THYAGO ALVES.


Prostitute Special Guest: MINISTRI (Live Acoustic) Domenica 14, ore 21.15


Non mancate!

domenica 7 giugno 2009

Digitale terrestre nel Lazio

Nel Lazio operano 53 emittenti locali, suddivise tra regionali, provinciali e di piccola area. Circa il 40-45% trasmette già in digitale. Vi è «un'evidente asimmetria tra le frequenze disponibili e il numero delle emittenti stesse». Vi sono, poi, diverse criticità per la popolazione coinvolta nello spegnimento del segnale analogico entro il prossimo novembre (switch off), circa quattro milioni di abitanti in 180 comuni. Ancora: i tempi a disposizione per pianificare un'adeguata campagna informativa non sono adeguati, in quanto estremamente brevi.

La soluzione migliore sarebbe quella di confermare la data dello switch over (lo spegnimento di Rai 2 e Rete 4 entro il 16 giugno) e di prevedere uno slittamento di cinque mesi per lo switch off. Si possono ipotizzare diverse soluzioni per ovviare alla scarsità delle frequenze, ma vanno condivise a livello politico e istituzionale. È questo, in sintesi, il contenuto della ricerca condotta per conto del Corecom Lazio - diramazione sul territorio dell'Authority per la comunicazioni e organo di consulenza della Regione - dal Multimedia Lab del Cattid, Università La Sapienza e dall'Istituto di economia dei media della Fondazione Rosselli.

«Il digitale terrestre - sottolinea Francesco Soro, presidente del Corecom Lazio dall'ottobre 2008 - è certamente una gigantesca opportunità per l'ammodernamento tecnologico e per ampliare l'offerta, a vantaggio dei cittadini. Detto questo, «nel Lazio ci sono vari motivi di preoccupazione» precisa Soro. Il primo, secondo il presidente del Corecom, è la mancanza di un Piano regionale delle frequenze digitali (che deve arrivare insieme a quello nazionale: non si può fare un Piano del Lazio senza quello della Toscana e della Campania, ndr).

Mancano le frequenze - «In secondo luogo, non ci sono abbastanza frequenze per tutti». Qui sta il vero punctum dolens della situazione di Roma e Lazio. Il calcolo parte dalle 56 frequenze a disposizione - teorica - in ciascuna area territoriale in cui è stata divisa l'Italia (Viterbo sta in quella che include Toscana e Umbria).

Nel Lazio le emittenti, con sede legale nella regione, che hanno o la concessione o l'autorizzazione ministeriale sono 53-54; poi ci sono oltre 40 emittenti che trasmettono in parti della regione da quelle confinanti; queste ultime-non potranno continuare a farlo. Dai 56 canali vanno sottratti quelli da rendere compatibili, senza interferenze, con Francia e Città del Vaticano (che utilizza tre canali a Roma, uno per Radio Vaticana). Alle reti nazionali vanno riservate 25 frequenze mentre un terzo va assegnato, per legge, all'emittenza locale. I conti non tornano. Tanto più che otto frequenze sono in banda VHF-III, dove a oggi trasmette la Rai e dalle quali trasmetteranno Europa 7 e le radio digitali nel canale 12. In più, i canali da 61 a 69 dovrebbero essere, almeno in parte, assegnati dal 2015 per servizi di banda larga mobile. Tanto che le emittenti nazionali tendono generosamente a "lasciarli" alle tv locali.

Classificare le emittenti - Le soluzioni suggerite dalla ricerca partono dalla necessità di classificare le emittenti su base geografica, assegnando là stessa frequenza solo a quelle regionali. Un'altra frequenza potrebbe invece essere assegnata alle emittenti che coprono aree non interferenti geograficamente. Quelle da rendere compatibili con la Francia potrebbero essere assegnate a tv locali del Lazio orientale ma non a quelle costiere. Infine, questione delicata, le "micro emittenti" che operano su piccole aree potrebbero essere ospitate sui multiplex delle emittenti maggiori. Per le tv locali il principale asset è la frequenza in uso e le associazioni chiedono una frequenza per ciascuna emittente.

Sos decoder e antenne - Per Soro «vi è anche un deficit di comunicazione verso i cittadini». Saranno circa mezzo milione a Roma, e oltre un milione nella regione, le persone che avranno problemi di ricezione. Meglio verificare in tempo antenne e relativo cavo: secondo stime della ricerca, tra il 10 e il 25% del parco antenne richiederà interventi. In certi casi, si dovrà risintonizzare l'antenna. Quanto ai decoder, gli zapper a basso costo non consentono di ricevere i programmi pay: ma visto che ogni tv ha bisogno di un decoder, gli zapper, che costono sui 30 euro, possono andar bene per i secondi e terzi televisori. Il bollino blu sull'apparecchio significa che quel decoder può ricevere il pay e i servizi interattivi. Bollino grigio per gli zapper. Sul fronte prospettive economiche, le emittenti laziali hanno ascolti più bassi della media delle tv locali, specie nella fascia mattutina e in prima serata. Le televendite, non a caso, coprono buona parte del palinsesto, a scapito dell'autoproduzione, mentre vi è scarsità di contenuti audiovisivi qualitativamente accettabili per il mercato locale.
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mercoledì 27 maggio 2009

eBook

ROMA (Reuters) - Mentre il prodotto interno lordo italiano è previsto in calo del 4,4% nel 2009, l'ecommerce, il commercio elettronico, è uno dei pochi settori a rimanere stabili.
E' quanto emerge dai dati del NETCOMM Forum '09, secondo i quali il valore del settore si posiziona a 1.281 milioni di euro nel primo trimestre dell'anno, allo stesso livello del primo trimestre 2008.
"Scorrendo i dati dei diversi comparti ecommerce, colpisce in particolare la crescita del settore allargato dell'editoria, che nel primo trimestre 2009 è cresciuto del 19%, secondo soltanto all'abbigliamento", osserva in una dichiarazione Giacomo Bruno, presidente di Bruno Editore, secondo il quale, il trend conferma i segnali di vivacità del mercato degli eBook, "che ha la potenzialità di rimescolare le carte nel panorama dell'editoria italiana, nel quale diversi editori ci stanno affidando i loro best-seller".
L'editore ricorda che alla recente Fiera internazionale del Libro di Torino l'editoria digitale ha avuto un ampio riconoscimento, culminato nella presentazione del quotidiano La Stampa in versione elettronica.
Di editoria digitale si è inoltre parlato ampiamente anche allo SchoolBookcamp, tenutosi il 22 e 23 maggio scorso a Fosdinovo (Massa Carrara), con una particolare attenzione riservata al futuro degli eBook nelle scuole e al ruolo attivo dei piccoli editori.
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