domenica 21 giugno 2009

Enigma di venerdì 19, Rai tre


Nel corso dell'ultima puntata di Enigma, si è parlato anche della morte di John Lennon e dei presunti lati oscuri che la vicenda comporta.

Permettete una punta di compiacimento: quattro anni fa scrissi un romanzo breve dal titolo "Storie di qualunquisti anonimi" scaricabile gratuitamente da Riaprire il fuoco (clicca qui e scarica):



Bè, per l'appunto scrivevo alcune mie teorie, confortate da varie documentazioni e studi nel corso degli anni, riguardo alla morte di Lennon. Ecco il passo...



Ursula era radical nella fica ma borghese nel culo. Solo per un breve periodo riuscii ad avere un dialogo con lei, ma giocai male le mie carte. La suggestione per Ursula mi portava a parlarle riguardo alla mia teoria sulla morte di Lennon.


1 - Nel ’71 John lascia l’Inghilterra per vivere a New York. In America lui non fa il bravo bambino, prende afrequentare gli estremisti radicali, partecipa alle marce per la pace e la risonanza delle sue gesta non piace al governo degli Stati Uniti. Il telefono di John era sotto controllo e lui era pedinato dall’FBI.

Scrisse Gimme some truth (datemi qualche verità) per Richard Nixon, preannunciando lo scandaloWotergate. Nessuno sa se il presidente ascoltò il brano, ma documenti ufficiali testimoniano come le posizioni di John fossero chiare alla Casa Bianca. Del resto erano sollecitati dal re Elvis a prendere provvedimenti contro l’inglese sovversivo e polemico.

Nel ’75, John vince la sua battaglia con l’Ufficio Immigrazione degli Stati Uniti che tentò ripetutamentedi espellerlo e l’anno dopo riceve il permesso definitivo di residenza. Nell’ottobre dello stesso anno, nasce ilfiglio atteso da Yoko e si ritira a vita privata.

Fino all’80 Lennon condusse la vita di un tranquillo borghese dedito alla famiglia. John, ne era compiaciuto,ma il tempo passava, il figlio cresceva e forse anche la noia. Tanto valeva ritentare un nuovo inizio.

Nel novembre del 1980 uscì Double Fantasy, il primo album dopo cinque anni di inattività. La notte dell’8dicembre John e Yoko tornano a casa. John si sente chiamare. Si volta. Saranno i suoi ultimi istanti di vita.


2 - Mark David Chapman, era un fanatico dei Beatles. Lavorò come guardia di sicurezza ad Atlanta e prese confidenza con le armi da fuoco. Si trasferì nelle Hawaii dove fu vittima di un esaurimento che lo portò sull’orlo del suicidio. Nel ’79 si sposò a Honolulu con una ragazza americana di origini giapponesi. Il suo fanatismo per Lennon era ossessivo. Nell’ottobre del 1980 lasciò il lavoro di guardia giurata a Honolulufirmandosi John Lennon e raggiunse New York dopo aver acquistato una calibro 38 per 169 dollari. La notte dell’8 dicembre davanti il Dakota Building mise fine alle sue ossessioni.


3 - Questa, la storia. La mia teoria, invece, era contorta e pretestuosa. Nonostante gli eccellenti rapporti vantati da Lennon con il governo Carter, successivo al governo Nixon, è fuor di dubbio che il passato di John fosse scomodo. È fuor di dubbio, anche, malgrado gli avvicendamenti, che ci siano poteri collaterali a quelli politici, composti da strutture militari e servizi segreti, sostenuti da un indissolubile spirito patriottico. L’assassinio del presidente Kennedy ne fa fede. Da qui la mia speculazione, cioè che su Lennon se l’erano legata al dito. Questo viene ucciso nel momento in cui rimette il becco fuori dalla porta, dopo il ritorno sulle scene. E chi compie l’atto è uno che aveva già dato segni di squilibrio. Un tipo del genere con in mano una pistola, può compiere qualunque cosa e se perassurdo ammettesse che la sua mente era talmente malata e fragile da essere condotta da un ignotoburattinaio, verrebbe preso in scarsa considerazione: non vi sembra l’individuo perfetto da spingere verso un caso simile?

Ursula disse che ero un mitomane e lo ribadì alla guisa di un profeta. Fu l’ultima frase che mi rivolse.

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